::Ion Barladeanu::
Ion Barladeanu è un artista di origini rumene, vissuto per lunga parte della sua vita nella sala di raccolta della spazzatura all’interno di un blocco di edifici di Bucarest fino al 2008 quando è venuta alla luce la sua creatività; questa storia mi è piaciuta molto sia perchè sono un’amante delle storie in cui qualcuno riesce a riscattarsi e sia perché la leggo sotto la chiave dei concetti di limite e casualità, due parole che mi sembrano descrivere molto bene il tempo contemporaneo: condurre un’esistenza al limite della civiltà sociale, al limite della sopportazione umana, imparare a vivere in una discarica nel senso di luoghi abbandonati, ostili, rinnegati, che suscitano disgusto, avere a che fare con gli oggetti scartati, i rifiuti, se vogliamo quello che è stato anche negato da tutte le altre persone. E poi c’è la casualità, questa forza misteriosa perché assolutamente imprevedibile che ci presenta situazioni ordinarie e straordinarie.
Un giorno, nel 2007 un artista stava rovistando tra la spazzatura per cercare qualche materiale di recupero (a proposito di arte del riciclo) si imbattè in Barladeanu e scoprì le sue meravigliose creazioni. L’artista avvertì la H’Art Gallery di Bucharest ed in poco tempo Barladeanu ebbe la sua prima mostra personale: dozzine di suoi collages, creati con giornali usati e racimolati durante e dopo il regime comunista di Nicolae Ceausescu, sono ora in vendita a più di 1.000 euro l’uno ma la cosa fondamentale è che sono in rete: la dimensione terapeutica delle sue opere in primo luogo nasce per l’artista stesso, permettendogli di vivere in un ambiente fisico e mentale impegnativo, ma l’uomo è pur sempre un animale sociale, che senso ha produrre se poi non si può condividere? Questa idea della condivisione tipica dei nostri anni, merita altre riflessioni, per adesso mi permetto di viverla, dando la priorità all’esperienza.
Tornando all’artista 63enne, l’avventura tra le strade di Bucharest è quindi valsa a qualcosa: “Mi sento come se fossi nato una seconda volta, ed adesso sono un principe. Un poveraccio può diventare un principe, ma può anche tornare poveraccio”, questo è l’insegnamento che Barladeanu ha tratto da una vita che lo ha visto per ben 20 lunghi anni girovagare da un lavoretto all’altro per guadagnare qualche soldo da reinvestire poi nelle sue creazioni.
Nel 2009 l’artista ha preso parte alla Basel Art Fair.
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