::IL COLORE::

E’ la percezione visiva generata dai segnali nervosi che i fotorecettori della retina mandano al cervello quando assorbono radiazioni elettromagnetiche di determinate lunghezze d’onda e intensità.

La parola colore proviene dal latino colorem, in francese coleur, in spagnolo color, in portoghesecor, tedesco farbe, olandese Kleur. La parola latina colorem è affine al sancrito Kalanka, macchia, Kala nero, scuro, usato anche come sostituto della parola inchiostro. In greco Kelissignifica macchia, Kelainos nero oscuro, Kelidoo macchiare, sino alla parola Koleos che significa fodera ed è molto simile alla parola albanese Kuleta che significa sacca da viaggio e propriamente qualcosa che copre. La radice slava e russa Kal rimanda al fango e al coprire e trova corrispondenze nel latino Celare e Oc-culere, occultare. In greco le parole Chroma, colore e Croos, pelle in quanto veste del corpo, hanno la stessa radice.

La formazione della percezione del colore avviene in tre fasi:

  1. Nella prima fase un gruppo di fotoni (stimolo visivo) arriva all’occhio, attraversa cornea, umore acqueo, pupilla, cristallino, umore vitreo e raggiunge i fotorecettori della retina (bastoncelli e coni), dai quali viene assorbito. Come risultato dell’assorbimento, i fotorecettori generano (in un processo detto trasduzione) tre segnali nervosi, che sono segnali elettrici in modulazione di ampiezza.
  2. La seconda fase avviene ancora a livello retinico e consiste nella elaborazione e compressione dei tre segnali nervosi, e termina con la creazione dei segnali opponenti, segnali elettrici in modulazione di frequenza, e la loro trasmissione al cervello lungo il nervo ottico.
  3. La terza fase consiste nell’interpretazione dei segnali opponenti da parte del cervello e nella percezione del colore.

La tavolozza cromatica interna dipende non solo dal nostro modo di percepire i colori esterni, ma anche dalla nostra specifica modalità di rivisitarli emozionalmente, ricordando però che la persona è da considerarsi anche nel suo contesto storico e culturale, dunque non priva da condizionamenti.

Sono in molti ad insistere sulla soggettività delle risposte emotive agli stimoli cromatici. Ricordiamo, per esempio, Lowenfeld V. e Lambert Brittain W. (1969), i quali ricordano che la reazione al colore sarà sempre un mezzo di espressione estremamente soggettivo. Comunque, a loro modo di vedere, non ha senso valutare la risonanza emotiva di un colore preso a se stante, ma occorre valutarlo nei diversi contesti associativi rispetto ad altri colori. Il problema è quello delle dinamiche cromatiche. Un blu associato ad un porpora può determinare una sensazione di solitudine e tristezza, mentre un porpora in un contesto giallo brillante determinerebbe un senso di solennità. Un verde accostato al giallo può significare paura, mentre può avere carattere distensivo se lo mettiamo vicino ad un blu pallido..tutti i diritti riservati; Arteit.it – Tv

Secondo le teorizzazioni degli autori, in genere le associazioni colori – emozioni sono piacevoli o spiacevoli. In linea di massima, i colori caldi (giallo, arancione e rosso) sono aggressivi, irrequieti o stimolanti e positivi, mentre quelli freddi (violetti, blu e verdi) sono negativi, scostanti e riservati, tranquilli o sereni. Occorre fare però attenzione alle generalizzazioni indebite, poichè i colori vivaci non implicano necesariamente vivacità emotiva. I colori, cioè, ricevono il loro contenuto emotivo tramite le relazioni in cui essi vengono rapresentati. Le relazioni sono il risultato di esperienze o associazioni soggettive, le quali, come nel caso dell’arte espressionistica possono risultare estremamente individuali.

Relativamente al modo personale di rivisitare le tinte percepite da parte di un determinato soggetto, occorre ricordare il pensiero di W. Kandinsky, per il quale il colore è un mezzo per stimolare direttamente l’anima. In merito egli amava dire che l’armonia dei colori è fondata su un solo principio: l’efficace contatto con l’anima. A suo avviso ogni colore è dotato di un proprio valore espressivo e spirituale e, di conseguenza, suo tramite è possibile rappresentare la realtà spirituale prescindendo da qualsivoglia allusione oggettiva. A suo modo di vedere, la luce colorata può avere particolari effetti sull’organismo. Da tempo, ha avuto modo di scrivere nel 1910 Kandinsky, si cerca di usare la forza del colore per aver ragione delle malattie nervose e delle tensioni quotidiane. Egli in merito rileva che si è così scoperto che il rosso ha un potere vivificante e stimolante anche sul cuore, mentre l’azzurro può portare ad una paralisi temporanea. Simili valutazioni sembrano più ‘artistiche’ e poetiche che scientifiche. Ciò non toglie che il principio di fondo, quello relativo all’influenza dei colori sulle nostre emozioni, possa ritenersi corretto.

fonte:http://www.arteit.it/MANUALE/ARTE/SICURELLI/COLORE/psicologia%20del%20colore.htm

http://www.lucacoladarci.it/colori.htm

L’Associazione Internazionale del Colore (AIC, sigla che corrisponde al suo nome francese, Association Internationale de la Couleur), è una società culturale il cui scopo è quello di favorire la ricerca in tutti gli aspetti del colore, di diffondere le conoscenze ricavate da questa ricerca, e di promuovere su base internazionale la sua applicazione alla soluzione di problemi nei settori della scienza, dell’arte, del design e dell’industria.

copy&paste by Federica Sandrini

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