Progetto Incontrarsi – I soggiorni realizzati

Il Progetto Incontrarsi è nato nel 2012, rivolto alle persone con disabilità e nel tempo si è fatto chiaro il pensiero che il progetto deve essere rivolto a tutte le persone, garantendone l’accessibilità a tutti.
Inclusione e integrazione, ovvero la capacità di stare tutti insieme.

Roncobello (Bg)  dal 24 al 28 Aprile 2013 i ragazzi elbani e le loro famiglie hanno ritrovato gli amici sestesi, condividendo le emozioni uniche della montagna, nelle valli bergamasche. Lassù hanno visitato il Mulino di Baresi protetto dal FAI, visitato laboratori di tessitura, hanno preso parte alle attività di arte terapia e shiatsu, senza dimenticare le attività in piscina, le passeggiate e tanto divertimento. Il soggiorno è stato realizzato grazie al prezioso contributo della prof.ssa Maria Angela Gervasoni, coordinatrice del progetto.
Si ringrazia: Rifugio escursionistico La Valle del Drago,Associazione Amici del Fai, Accademia Italiana Shiatsu Do, l’Associazione Incontriamoci in Diversi e le amministrazioni comunali di Portoferraio, Campo nell’Elba e Marciana per il sostegno economico, le compagnie Moby e Toremar, la Cooperativa Arca, il Gruppo Nocentini e l’ A.S.D. Audace Isola d_ Elba per il supporto logistico.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Roma dal 12 al 16 giugno 2014. I gruppi di famiglie già aderenti al progetto Incontrarsi sono ospiti dell’associazione FILO Onlus in un ricco programma sportivo e culturale, in cui non sono mancati momenti di conviviali e la presentazione del progetto alle famiglie presenti.

04Porto Azzurro (Li)  dal 01 al 06 settembre 2014 nei luoghi meravigliosi dell’Isola d’Elba, il gruppo toscano ha ospitato un gruppo proveniente da Olbia composto da operatori e utenti provenienti dai servizi di Igiene Mentale della Asl di Olbia,  oltre che dai rappresentanti di due associazioni disabili Insieme oltre il Muro e Gli amici di Nemo. Tra le attività proposte non è mancato il laboratorio di arte terapia che si è svolto alla Casa di Reclusione di Porto Azzurro. Durante la visita al carcere è stato organizzato un lavoro di gruppo che ha coinvolto dodici persone detenute, venti ragazzi disabili, accompagnatori e operatori, per un totale di circa una cinquantina di persone che hanno dipinto due tele attraverso una performance pittorica guidata. Il filo conduttore è stato il concetto di limite e di barriera, intese sia come le disabilità fisiche e mentali ma anche come la costrizione della pena. Limiti che normalmente sono visti come ostacoli e che invece grazie alla forza del gruppo possono essere trasformate in risorse personali.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Arte Terapia. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...