Impronte di Stoffa

02Impronte di Stoffa propone una linea di abbigliamento femminile composta da modelli esclusivi disegnati da una giovane stilista, con possibilità di personalizzazione da parte del cliente, realizzata con stoffe pregiate provenienti dal Ghana. Il Ghana vanta una tradizione molto antica nella produzione di tessuti, in particolare i Kente del popolo Ashanti. Utilizzando tali tessuti si contribuirà inoltre allo sviluppo economico di alcune comunità rurali in Ghana.

Alla realizzazione dei modelli lavoreranno persone che vertono in una condizione di disagio sociale, gli ospiti della casa di accoglienza Enzo Jannacci di Via Ortles a Milano a cui verrà impartita una formazione professionale di sartoria da alcune volontarie esperte.

Impronte di Stoffa nasce grazie a una partnership con la Cooperativa Factory che ha collaborato in passato nel progetto “Acceleratore Impresa Ristretta” del Comune di Milano.

Il laboratorio avrà sede nella Casa di Accoglienza Enzo Jannacci e i modelli venduti in un negozio solidale e sul sito internet del progetto.

Il 25 Giugno 2015 presso la sede del progetto si terrà una giornata di promozione e raccolta fondi per Impronte di Stoffa.

Per saperne di più…

01I tessuti nel regno ashanti hanno da sempre avuto un ruolo sociale molto importante: i colori e il tipo di stoffa indossato sottolineano gli eventi e scandiscono le cerimonie all’interno del gruppo ed indicano, visivamente, le differenze di status e di genere. I disegni e i motivi simboleggiati rappresentano poi i proverbi, gli aneddoti, e la storia dell’intero popolo akan – storia che ha visto le migrazioni fino a Kumasi, le guerre, la formazione della monarchia, il mito creatore, il Seggio d’oro sceso dal cielo sulle ginocchia del principe del clan oyoko, da allora clan di tutti i futuri re ashanti. Sono un mezzo attraverso il quale la cultura continua ad esprimersi.

Gli ashanti ritengono di aver appreso l’arte  della tessitura  a strisce ( i tessuti ottenuti cucendo insieme due più  pezze) dagli artigiani kong, provenienti dall’attuale Costa d’Avorio. Soltanto in Africa occidentale, infatti, le stoffe sono realizzate congiungendo strisce strette e lunghissime, che vengono tagliate nelle dimensioni richieste e poi unite tra loro sino a formare un drappo rettangolare. Il tessuto è lavorato su telai a doppio liccio in strisce di larghezza variabile da 2,5 a 45,70 centimetri, tagliate, quindi nelle misure volute e poi cucite insieme. Il tessuto a strisce degli ashanti ha un caratteristico disegno a scacchi.

03I tessitori ashanti si siedono ad un telaio in legno munito di dischi di zucca (una specie chiamata in Africacalebasse) o, oggigiorno, di gomma di sandalo agganciato con fibbie attorno alle dita, che azionano a loro volta due coppie di licci, quando il lavoro richiesto è particolarmente complesso.

L’ordito, spesso lungo 60 metri, si snoda davanti al tessitore, con i lembi ben trattenuti da una pietra montata su di un rocchetto in legno. Mentre la tessitura procede, il tessitore avvolge la porzione  di tela completata attorno a un subbio frontale. Una stoffa si compone di un numero di strisce variabili, tra le 16 e le 24, tagliate a misura e poi cucite lungo le cimose. La tessitura è tradizionalmente affidata agli uomini.